Paolocci Francesco e Gaetano
Special Effects
Supervisor - Supervisori agli Effetti Speciali Cinematografici
Docenti
nell'Accademia Europea di Alta Formazione degli Effetti Speciali
Art
Directors della Mostra/Evento "Creatures Studios - Emozioni Dal
Cinema" al CINETOUR di CINECITTA' WORLD
Art
Directors della Mostra Dinosauri al "JURASSIC
WAR" di CINECITTA' WORLD
Fondatori
della Special Effects Creatures Studios S.r.l.
Premio
Assessorato Cultura e Grandi Eventi


Si tratta di due ricercatori - professionisti esperti nella creazione di molteplici tipologie di Effetti Speciali Cinematografici Tridimensionali ed Ottici e nella realizzazione pratica degli effetti stessi.
Nello specifico lo "Special Effects Supervisor" è la figura che si occupa di coordinare e seguire in tutte le fasi la progettazione e la realizzazione degli effetti speciali.
Il suo compito spesso si estende anche alla direzione delle sequenze in cui sono previsti effetti speciali, o comunque all'affiancamento tecnico del regista.
Specializzati in America negli effetti speciali di trucco, trasformazioni e mutazioni progressive degli attori, sono ideatori e realizzatori di protesi facciali ed animazioni di creature fantastiche nonchè di robot per la completa sostituzione dell'attore.
Esperti in tutti i procedimenti di progettazione / modellazione - scultura / formatura / realizzazioni in siliconi, latex e foam latex, animatronica.
Esperti consulenti agli effetti speciali e alla regia della post-produzione per le scene con elaborazioni ottiche da realizzarsi in optical printer.
Progettano e realizzano story board inerenti alle sceneggiature di films di genere spettacolare.

Segue una traccia cronologica di alcuni tra gli eventi più significativi:





Il Produttore Dino De Laurentiis nel 1984, deciso a fare un secondo film su King Kong ( King Kong Lives - 1986 ), un sequel del remake del 1976 di King Kong, affida negli stati uniti la realizzazione di un particolare prototipo animatronico ai Fratelli Paolocci, già esperti di effetti speciali sebbene giovanissimi. Questo progetto aveva il compito di replicare, come studio dimostrativo, tutte le espressioni possibili concentrate in una sola testa; si trattava infatti di una notevole performance animatronica relativamente alla dinamica delle capacità espressive del gorilla che Francesco e Gaetano realizzarono puntualmente, alla illustre presenza della giovanissima produttrice Martha Schumaker.

Conducono, quali sperimentatori del processo analogico, dal 1986 al 1995 uno studio nel laboratorio ottico privato sulle complesse tecniche di "blue screen", procedimento analogico destinato alla realizzazione di scene altamente spettacolari; quindi riescono a stabilire definitivamente questa reale, concreta possibilità, anche per la produzione italiana, garantendo il "ciclo completo" delle suddette elaborazioni.
Fanno seguito rapporti di consulenze e collaborazioni con Cinecittà per la creazione di effetti speciali tridimensionali ed ottici, nonchè di processi analogici ad essi collegati.

Sin dal loro esordio americano Gaetano e Francesco Paolocci si occupano di Cinema e Televisione: vengono infatti chiamati a partecipare direttamente in prima persona in Programmi televisivi - Pubblicità - Eventi ed a collaborare in decine di "Special" per programmi tv, creando effetti speciali in più di trenta films prodotti da numerose società cinematografiche - italiane, europee ed americane quali:
WARNER BROS ( USA )
RACING PICTURES ( USA )
COSMOSEION
RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA
SCALERA FILM INTERNATIONAL
CINECITTA'
MSD CINEMATOGRAFICA
PAC PRODUZIONI ATLAS CONSORZIATE
CANNON PRODUCTIONS N.V ( USA )
VIDEOTRADE AUDIOVISIVI
BETA FILM
DINO DE LAURENTIIS ( USA )
FILMALPHA
MIMA FILMS
TV KEY
RETEITALIA
FICTION PRODUCTION
INTERNATIONAL FILM CORPORATION ( USA )
DANIA FILM
FILMES INTERNATIONAL
STUDIO KAPPA PRODUZIONI CINETELEVISIVE
SAN PAOLO AUDIOVISIVI
GRUPPO BEMA
YARNO CINEMATOGRAFICA
RSG PRODUCTION
VARIETY FILM
NATIONAL CINEMATOGRAFICA
URANIA FILM
ALA CINEMATOGRAFICA
FLORA FILM
SAN FRANCISCO FILM
NORTH CAROLINA FILM CORPORATION ( USA )
EUROPA CINE TV
PRO.SA
FILMAURO
RAI INTERNATIONAL
DUEA FILM
CALIFORNIA FILM
TWENTIETH (20th) CENTURY FOX FILM CORPORATION



G. Manin (14 novembre 1992) - Corriere della Sera
R. Cea - Il Tempo - 20 Agosto 1994







Mostri in mostra ... sono arrivati dinosauri e alieni.
<Volevano stupire con effetti speciali e ci sono riusciti. Quello che sono riusciti ad allestire, Francesco e Gaetano Paolocci, gemelli, 36 anni ... è sintetizzato da quanto ha affermato lo stimato giornalista Rai Carlo Picone al termine della presentazione: "Questa mostra è talmente realistica che la sera non dormirei qui! .. c'è infatti di tutto: attraverso le creazioni per gli effetti speciali cinematografici, creati dai due fratelli, ritenuti tra i migliori esperti del settore, è possibile compiere un vero e proprio viaggio nel tempo. S'incontrano uomini primitivi, ci si può trovare faccia a faccia con i dinosauri come milioni di anni fa; con un salto di un milione di anni ci si trova poi immersi nel medioevo per compiere, infine, un volo nel futuro dove non mancano cyborg ed alieni...">

Una mostra sugli effetti speciali.
I fratelli Paolocci, ideatori di creature animate per il cinema, hanno aperto un museo con i loro lavori...hanno collaborato alla realizzazione di moltissimi film di successo in Italia e negli Stati Uniti espongono il meglio della loro arte e della loro tecnologia...."Realizzano creazioni per gli effetti speciali dei film, ma i loro effetti speciali non sono fatti solo con la grafica computerizzata. Sono delle vere e proprie sculture, messe a punto nei minimi particolari grazie all'uso di materiali all'avanguardia e di tecnologie sofisticate... dall'86 si occupano di effetti speciali. Hanno lavorato alla realizzazione di film importanti sia in Italia che negli Stati Uniti... le loro creazioni sono di un realismo disarmante... Non mancano i cyborg nello stile di Robocop e i robot in grado di fare ogni cosa. Degnamente illustrato il settore horror, con pipistrelli meccanici o tute da indossare che trasformano gli attori in mostri impressionanti...I fratelli Paolocci, fra l'altro si riconducono ad una tendenza molto diffusa nel cinema odierno: la tendenza alla proliferazione dei fratelli in tutti i settori chiave della produzione filmografia..."
importante appuntamento con le creazioni cinematografiche dei due artisti; così annuncia "Il Tempo" nel Gennaio 2000:
Effetti speciali in tv dagli "Studios" viterbesi - di Ma. Spa.
".. arriverà sugli schermi televisivi anche la città dei papi, col suo museo degli alieni creato dai fratelli Francesco e Gaetano Paolocci. A partire dalle ore 9 il programma in onda su Rai 2 "in famiglia" condotto da Tiberio Timperi e Roberta Capua, si collegherà in diretta ... per far vedere il fantastico mondo delle meraviglie cinematografiche. Protagonisti della puntata saranno proprio i due gemelli Paolocci ... un vero e proprio parco della fantasia e del mistero cinematografico che si estende su una superficie di mille metri quadri, con creature ricostruite scientificamente, coi personaggi del cinema, le maschere, i costumi da set, i trucchi e le scenografie più sofisticate. Un'opera creata dai due fratelli esperti in questo straordinario campo e attualmente consulenti e collaboratori di Cinecittà che arriverà nelle case degli italiani."


Si trattava del progetto di un trucco molto elaborato, in protesi di Make up, che avrebbe reso Francesco, come attore, libero completamente di esprimersi e, come faceva Totò, passare in rassegna tutte le migliori espressioni, senza alcuna limitazione ricalcandone movenze ed atteggiamenti.
Dino De Laurentiis aveva in passato prodotto molti films con l'attore comico napoletano e ai fratelli Paolocci sembrava una magica coincidenza che questa idea, inizialmente mai confessata al grande produttore, potesse nascere proprio in America e non in Italia (patria legittima del grande attore scomparso).
Da quel momento iniziò di fatto, per questi giovani artisti, uno studio che continuò per ben venti anni, accompagnato da una passione e stima crescenti per l'artista scomparso.

Questa passione, nel tempo, porterà poi Francesco, in veste di imitatore di Totò, a partecipare a diverse trasmissioni televisive e ad incontrare vari personaggi che ebbero la fortuna di conoscere il grande attore; ma l'incontro più emozionante e significativo resterà quello con la figlia del comico napoletano, Liliana De Curtis, nel Gennaio del 1995.

Francesco e Gaetano Paolocci di nuovo insieme al grande Dino De Laurentiis
Per qualche anno gli artisti Francesco e Gaetano
Paolocci, insieme al grande Dino De Laurentiis si
impegnano a perfezionare questa particolare interpretazione di Totò;
i suggerimenti del grande produttore e la loro ricerca della perfezione
producevano nel tempo una visione di Totò estremamente fedele
all'originale e, per alcuni aspetti, toccante. Dino De Laurentiis,
napoletano che ha conosciuto Totò e ne ha prodotto i films,
spinse infatti questi artisti verso un'impresa quasi impossibile, visto
che Totò è imprescindibilmente legato alla sua
"maschera", occorreva perfezionare all'inverosimile le operazioni di
trucco sul suo viso, lavoro che fu affidato Gaetano fratello
di Francesco, già specializzato negli effetti speciali di trucco
cinematografico, verificando continuamente se anatomicamente il suo viso era
realmente compatibile per tale complessa ricostruzione.
Passò del tempo quando di provino in provino si riuscì a vedere finalmente
realizzato questo sogno, con la grande approvazione del più grande produttore
di tutti i tempi: “ Mai c'è stata l'occasione di incontrare un
interprete che facesse del grande Totò non una semplice imitazione
ma qualcosa decisamente oltre .. uno studio del Principe della risata non
limitato alla rappresentazione "macchiettistica" ma che spaziasse
nell'emozionante interpretazione dell'uomo Antonio De Curtis fuori
le quinte, lontano dal set, dagli anni di gioventù a quelli ultimi
della senilità …”
Ma colse tutti di sorpresa la scomparsa di Dino, nel Novembre del
2010.

La Repubblica – A. Finos – 12 novembre
2010
Dino De Laurentiis: “Volevo raccontare la storia del più grande comico
italiano”
< L’ultimo progetto del produttore era un
“un omaggio cinematografico al più grande e misconosciuto dei comici italiani”
Un film per raccontare la vita drammatica di Totò con l’aiuto
dei più grandi scrittori, registi e showman italiani….l’idea che De
Laurentiis accarezzava da un trentennio si era trasformata in un
progetto concreto da un anno. Aveva trovato l’interprete fisicamente perfetto
di De Curtis in Francesco Paolocci, truccato dal
fratello Gaetano, mago degli effetti speciali.
Nel vederlo, Dino s’era commosso…si erano resi disponibili a quest’atto
d’amore scrittori come Umberto Eco e Raffaele La
Capria, i registi Paolo Sorrentino, Carlo Verdone, Mario
Monicelli, Carlo Lizzani, perfino star come Fiorello e Celentano…>
Paolocci, il sosia perfetto che ingannò anche la figlia
< Il Film su Totò era diventato possibile grazie alla
tenacia dei fratelli Paolocci. Artisti degli effetti speciali,
avevano lavorato con De Laurentiis nel film Silver
Bullet, nell’83. Dopo anni di tentativi, Francesco è
diventato il sosia di Totò grazie al trucco del fratello Gaetano.
Liliana de Curtis, vedendo un video-confronto dei due attori,
non ha distinto l’imitazione dall’originale.>
Addio Dino De Laurentiis - Horse Sprint
DEL NOCE: SCOMPARE UNO DEI GRANDI DEL CINEMA –
"Scompare uno dei grandi del cinema italiano degli anni '50 e non
solo''. Così Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction,
commenta la scomparsa di Dino De Laurentiis, avvenuta a Los Angeles,
all'età di 91 anni. Fino all'ultimo, ha sottolineato Del Noce,
"ha conservato una lucidità straordinaria, rimanendo sempre sul pezzo con
tanta voglia di fare". Il direttore di Rai Fiction ricorda
di averlo sentito poco tempo fa al telefono, dagli Stati Uniti: "Mi chiamò
per segnalarmi un attore che, a suo dire, aveva lo stesso carisma e le stesse
capacità interpretative del grande Totò. Questo dimostra - ha
concluso Del Noce - la sua grande voglia di continuare a
lavorare".
Il regista Bellocchio a Los Angeles- Italia rivela progetto
(ANSA) - LOS ANGELES, 21 FEB – 2011
< L'estate scorsa il produttore Dino De Laurentiis chiamo' Marco
Bellocchio per proporgli un progetto dedicato alla figura del principe
Antonio De Curtis, in arte, Toto'.
Lo ha raccontato lo stesso regista alla serata di apertura della quinta
edizione del Los Angeles Italia, il festival del cinema italiano a Hollywood
che come ogni anno si celebra nella settimana che precede gli Oscar.'''Quando
penso a Dino, ho un gran rimpianto: non aver fatto con lui il film su
Toto''Avrei voluto lavorare con De Laurentiis'', ha detto,''Io che
non avevo mai lavorato con Dino, accettai con entusiasmo''.
La morte di De Laurentiis, a novembre, stoppo' il progetto: ''E' un
mio grande dispiacere non aver mai lavorato con lu,' ed e' un vero peccato non
esserci riuscito”. .. Accolto da una standing ovation, Bellocchio infatti
non ha mancato di ringraziare l’amico Dino De Laurentiis, la cui
scomparsa ha lasciato un vuoto profondo..>
Ora una sequenza di immagini tratte dalla trasmissione televisiva del 3 aprile 2022 "Citofonare RAI2", condotta da Paola Perego e Simona Ventura, dove Francesco Paolocci interpretando Totò si trattiene in una situazione comica con Enzo Decaro e Sergio Assisi



· Nell’autunno 2025 viene conferito al “Progetto Totò” (Paolocci/De Laurentiis) ed a Francesco Paolocci in particolare, nella Città di Salerno, un Premio speciale quale migliore attore che, con grande dignità, rispetto e somiglianza, è riuscito più di ogni altro nella storia dello spettacolo italiano ad interpretare un “mostro sacro” della nostra comicità e del nostro Cinema: il grande Antonio De Curtis, in arte, Totò.
Presentatori del Premio:
Paola Saluzzi e Pino Strabioli, due autorevoli icone del panorama televisivo RAI.
Assegnazione Premio Leonardo 2025 - Città di Salerno
Edizione del Premio Leonardo 2025 - 26 settembre 2025 alle ore 18.30 presso il Teatro Auditorium del Centro Sociale del Comune di Salerno
Il Premio Leonardo è un riconoscimento ufficiale a chi nell’arco della propria vita e/o carriera si è distinto per capacità divulgative, di ricerca, di impegno nel sociale e di comunicazione e nel campo artistico.
Viene assegnato il Premio Leonardo per la “MASCHERA D’ARTISTA” a Francesco e Gaetano Paolocci con un particolare riconoscimento per l’interpretazione dell’attore Francesco Paolocci.
Il Presidente
Antonio Vincensi
Il sosia di Totò incontra la nipote del principe De Curtis
Momento particolare durante il Premio Leonardo a Salerno
NAPOLI, 27 settembre 2025, 12:56
Redazione ANSA
Un momento molto particolare capace di catturare il cuore di tutti.
Durante la cerimonia del Premio Leonardo 2025 all'Auditorium del Centro Sociale di Salerno: in platea è apparso Totò, così realistico da lasciare il pubblico senza parole.

In realtà era Francesco Paolocci,
trasformato nel Principe della Risata grazie a un trucco protesico di altissimo
livello. È accaduto mentre sul palco Elena Anticoli De Curtis, nipote del
grande Antonio De Curtis, riceveva il Premio alla Memoria di suo nonno. Lei ha
sorriso emozionata, lui ha proseguito la performance senza nascondere la
commozione, fino a un lungo abbraccio che ha unito per un attimo arte e sangue,
ricordo e presente.

Molto apprezzata l'interpretazione di
Paolocci. Elena De Curtis ha poi voluto intrattenersi anche con il giornalista
Gabriele Bojano, scambiando con lui battute e ricordi.
A Francesco Paolocci, artista degli effetti speciali e
docente insieme al fratello Gaetano presso l'Accademia Europea di Alta
Formazione degli Effetti Speciali (che ha perfezionato negli anni un make-up
capace di andare ben oltre la semplice somiglianza) è andato il Premio Maschera
d'Artista, rappresentato da un corno in ceramica realizzato da Rossella Conti.
Tutti gli altri premiati hanno ricevuto un piatto in ceramica, anch'esso
firmato dall'artista salernitana.
Insieme, i fratelli Paolocci sono autori di
una vera e propria metamorfosi teatrale: l'idea di impersonare Totò nacque già
negli anni '80, su un set internazionale, e trova oggi la sua massima
espressione grazie alla maturità artistica e tecnica raggiunta.
«Un Totò così non si era mai visto», hanno detto in coro i
conduttori Pino Strabioli e Paola Saluzzi.

«Il Premio Leonardo conferma quanto Salerno sappia essere
città di cultura, capace di coniugare memoria e innovazione. Questa serata ci
ha regalato emozioni autentiche e ha mostrato come la ricerca, la divulgazione
e l'arte possano dialogare con il nostro territorio, valorizzandolo e
rendendolo protagonista di eventi di respiro nazionale», ha detto l'assessore
alle politiche sociali e politiche giovanili Paola De Roberto.
Sul palco di Salerno sono stati premiati anche: Luca Bindi,
geologo e mineralogista, Premio per la ricerca scientifica: «Ogni cristallo
custodisce una storia antica milioni di anni: portarli alla luce è un
privilegio». Licia Colò, giornalista e conduttrice, Premio per la divulgazione
naturalistica: «La natura è maestra di equilibrio, ricordarcelo è il compito
più urgente della comunicazione». Adrian Fartade, astrofisico e divulgatore
scientifico, (in una scatola ha portato un pezzo di luna) Premio per la
divulgazione scientifica: «Guardare le stelle è guardare il futuro: se le
raccontiamo bene, diventano di tutti». Angelica Massera, attrice e creator,
Premio per la comunicazione: «E pensare che da piccola ero balbuziente! Onorata
di questo premio e…ascoltiamo i giovani con un sorriso: possono dire le verità
più serie». Biagio Crescenzo, imprenditore salernitano, Premio speciale
Leonardo da Vinci: «Innovare senza dimenticare le proprie radici è la chiave.
Grazie a tutta la mia squadra».
Tra ricerca, divulgazione e spettacolo, una platea gremita
plaude alla IX edizione. «Vedere Elena De Curtis salire sul palco, incontrare
quel Totò "vivente" e stringerlo in un abbraccio autentico ha trasformato
il ricordo in un attimo tangibile. È bello pensare che l'arte, la tecnica e
l'affetto possano restituirci ciò che pensavamo perduto», ha detto Nino
Vincensi, ideatore dell'evento.
Non soltanto un tributo ai grandi nomi della scienza e della
divulgazione: il Premio Leonardo è stato un omaggio all'umanità che sorregge
ogni eccellenza. In questa serata salernitana, Totò ha ripreso vita non solo
nei ricordi, ma nello stupore, nei sorrisi e nei palpiti del
pubblico.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Premio Leonardo 2025: a Salerno l’emozione di Totò sul palco
Di Mario Orlando 29 Settembre 2025

Il sosia
di Totò incanta l’Auditorium del Centro Sociale di Salerno: emozione e stupore
all’incontro con la nipote del Principe della Risata Elena Anticoli De Curtis
Sul palco premiati Luca Bindi, Licia Colò, Adrian Fartade, Angelica
Massera, Biagio Crescenzo e i fratelli Paolocci autori della metamorfosi
teatrale.
Tra ricerca, divulgazione e spettacolo, una platea gremita plaude alla IX
edizione.
Un momento che nessuno dimenticherà facilmente, un incontro capace di catturare
il cuore di tutti. Ieri sera, (venerdì 26 settembre) durante la cerimonia del
Premio Leonardo 2025 all’Auditorium del Centro Sociale di Salerno, il tempo si
è fermato: in platea è apparso Totò, così realistico da lasciare il pubblico
senza parole. In realtà era Francesco Paolocci, trasformato nel Principe della
Risata grazie a un trucco protesico di altissimo livello. È accaduto mentre sul
palco Elena Anticoli De Curtis, nipote del grande Antonio De Curtis, riceveva
il Premio alla Memoria di suo nonno. Lei ha sorriso emozionata, lui ha
proseguito la performance senza nascondere la commozione, fino a un lungo
abbraccio che ha unito per un attimo arte e sangue, ricordo e presente.
Il pubblico si è alzato in piedi, travolto da un misto di nostalgia e stupore.
Per un istante è sembrato che Totò fosse davvero tornato: non solo
nell’incredibile interpretazione di Paolocci, ma anche nella vitalità di
un’eredità familiare che continua a parlare. Elena De Curtis ha poi voluto
intrattenersi anche con il giornalista Gabriele Bojano, scambiando con lui
battute e ricordi con la stessa leggerezza che fu propria del Principe della
Risata.
A Francesco Paolocci, artista degli effetti speciali e docente insieme al
fratello Gaetano presso l’Accademia Europea di Alta Formazione degli Effetti
Speciali (che ha perfezionato negli anni un make-up capace di andare ben oltre
la semplice somiglianza) è andato il Premio Maschera d’Artista, rappresentato
da un corno in ceramica realizzato da Rossella Conti. Tutti gli altri premiati
hanno ricevuto un piatto in ceramica, anch’esso firmato dall’artista
salernitana.
Insieme, i fratelli Paolocci sono autori di una vera e propria metamorfosi
teatrale: l’idea di impersonare Totò nacque già negli anni ’80, su un set
internazionale, e trova oggi la sua massima espressione grazie alla maturità
artistica e tecnica raggiunta.
«Un Totò così non si era mai visto», hanno detto in coro i conduttori Pino
Strabioli e Paola Saluzzi, voci tra le più note della televisione italiana,
condividendo la stessa emozione della platea.
(…)
Capri Event News
Home » Salerno » Eventi e cultura Salerno » Salerno applaude Totò “vivente”: il sosia incanta al Premio Leonardo 2025
27 Settembre 2025
Salerno applaude Totò “vivente”: il sosia incanta al Premio Leonardo 2025
Il sosia di Totò al Premio Leonardo 2025
Al Premio Leonardo 2025 di Salerno, Francesco Paolocci interpreta il sosia di Totò davanti a Elena De Curtis. Tra emozione, arte e riconoscimenti, la IX edizione celebra cultura, scienza e spettacolo.
Premio Leonardo 2025 a Salerno: il sosia di Totò conquista pubblico e platea
Emozioni e nostalgia hanno travolto il pubblico dell’Auditorium del Centro Sociale di Salerno durante la cerimonia del Premio Leonardo 2025. L’evento ha visto protagonista il sosia di Totò, Francesco Paolocci, trasformato nel Principe della Risata grazie a un trucco protesico di altissimo livello. La performance ha coinciso con la consegna del Premio alla Memoria a Elena Anticoli De Curtis, nipote del grande Antonio De Curtis, generando un momento di commozione e meraviglia: l’abbraccio tra Elena e il sosia di Totò ha reso tangibile il legame tra arte, memoria e presente.
Arte, tecnica e riconoscimenti
Francesco Paolocci, insieme al fratello Gaetano e docente presso l’Accademia Europea di Alta Formazione degli Effetti Speciali, ha ricevuto il Premio Maschera d’Artista, rappresentato da un corno in ceramica realizzato da Rossella Conti. Gli altri premiati hanno ricevuto piatti in ceramica firmati dalla stessa artista salernitana. L’interpretazione di Totò, nata negli anni ’80, ha raggiunto oggi la sua massima espressione artistica e tecnica.
Tra cultura, scienza e spettacolo
L’evento ha celebrato anche altre eccellenze:
Secondo l’assessore alle Politiche Sociali e Giovanili, Paola De Roberto, il Premio Leonardo conferma come Salerno sappia unire memoria e innovazione, valorizzando il territorio e rendendolo protagonista di eventi di rilevanza nazionale.
Emozioni indimenticabili
«Vedere Elena De Curtis abbracciare quel Totò “vivente” ha trasformato il ricordo in un istante concreto», ha dichiarato Nino Vincensi, ideatore dell’evento. Una serata che ha celebrato non solo i grandi nomi della scienza e dello spettacolo, ma anche l’umanità e la passione che sostengono ogni eccellenza.
Totò a Salerno: Emozioni e Omaggio al Principe della Risata
Redazione Napoli - 27 Settembre 2025
La nona edizione del Premio Leonardo ha illuminato l’Auditorium del Centro Sociale di Salerno con un evento che ha fuso memoria, innovazione e arte, lasciando il pubblico in un misto di emozione e meraviglia.
L’atmosfera
si è fatta immediatamente magica con l’apparizione inaspettata di Totò, una
figura tanto nitida e realistica da sfidare la percezione stessa della realtà.
Sotto il trucco protesico di altissimo livello, l’artista Francesco Paolocci
ha compiuto una metamorfosi straordinaria, rendendo omaggio al Principe della
Risata in un momento particolarmente toccante.
L’emozione era palpabile mentre Elena Anticoli De Curtis, nipote del leggendario Antonio De Curtis, riceveva il Premio alla Memoria del nonno.
Il suo sorriso commosso si è intrecciato con la performance intensa di Paolocci, culminando in un abbraccio sincero, un ponte tra passato e presente, tra affetti familiari e tributo artistico.
Elena De Curtis ha poi condiviso ricordi e aneddoti con il giornalista Gabriele Bojano, arricchendo ulteriormente l’atmosfera conviviale.
Il talento dei fratelli Paolocci, Francesco e Gaetano, si è rivelato non solo in questo eccezionale tributo a Totò, ma anche nella loro attività di artisti degli effetti speciali e docenti presso l’Accademia Europea di Alta Formazione degli Effetti Speciali.
La loro capacità di realizzare trasformazioni che superano la semplice somiglianza è il risultato di anni di ricerca e perfezionamento, una vera e propria arte della metamorfosi che affonda le sue radici in un’idea nata già negli anni ’80, durante un’esperienza internazionale.
La
serata ha rappresentato un omaggio all’ingegno e alla creatività che animano il
territorio salernitano, come sottolineato dall’assessore Paola De Roberto, che
ha evidenziato come il Premio Leonardo sia un esempio di come la cultura possa
valorizzare e promuovere il territorio.
I riconoscimenti non si sono limitati all’arte e allo spettacolo.
Il Premio Leonardo ha celebrato figure di spicco in diversi campi, dalla
scienza alla divulgazione.
Luca Bindi, geologo e mineralogista, ha sottolineato l’importanza di custodire
e raccontare la storia millenaria celata nei cristalli.
Licia
Colò, giornalista e conduttrice, ha ricordato il ruolo cruciale della
comunicazione nel sensibilizzare all’equilibrio naturale.
Adrian Fartade, astrofisico e divulgatore, ha portato con sé un frammento di
luna, simbolo della possibilità di guardare al futuro e rendere la conoscenza
accessibile a tutti.
Angelica Massera, attrice e creator, ha condiviso un messaggio di incoraggiamento e ascolto verso i giovani.
Infine,
Biagio Crescenzo, imprenditore salernitano, ha esortato a innovare nel rispetto
delle proprie radici.
Nino Vincensi, ideatore del premio, ha descritto l’esperienza come un momento
capace di trasformare il ricordo in un’emozione tangibile, un’occasione per
riscoprire e celebrare l’umanità che si cela dietro ogni eccellenza.
Il Premio Leonardo è stato dunque molto più di un semplice evento; è stato un
viaggio nell’arte, nella scienza e nella memoria, un tributo alla capacità umana
di creare, innovare e condividere, un omaggio alla forza di un territorio
capace di coniugare tradizione e futuro.
La serata si è conclusa con un caloroso applauso per una platea gremita, testimone di un’edizione memorabile.
Espressioni di personaggi celebri sulla interpretazione di Totò:
Dino de Laurentiis
Grande produttore cinematografico italiano, naturalizzato statunitense, talent scout per grandi artisti internazionali, produttore di quasi tutti i film di Totò
“ … Mai c'è stata l'occasione di incontrare un interprete che facesse del grande Totò non una semplice imitazione ma qualcosa decisamente oltre .. uno studio del Principe della risata non limitato alla rappresentazione "macchiettistica" ma che spaziasse nell'emozionante interpretazione dell'uomo Antonio De Curtis fuori le quinte, lontano dal set, dagli anni di gioventù a quelli ultimi della senilità .. mi sono commosso quando ho visto la versione definitiva del trucco che trasformava Francesco Paolocci nel grande immenso attore comico che tutti conosciamo. In passato non è stato mai possibile realizzare un film sulla sua vita perché non avevamo mai l’interprete giusto così somigliante, ma ora quel progetto è finalmente realizzabile anche grazie alla maestria del trucco creato da suo fratello Gaetano, mago degli Effetti Speciali Cinematografici…”
Giancarlo Governi
Giornalista, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo, bandiera della Rai e tra i fondatori di Rai2, autore e conduttore di trasmissioni di grande successo come “Il pianeta Totò”, ha pubblicato oltre venti libri sui grandi dello spettacolo italiano. Autore Rai e biografo di Totò.
“…Francesco Paolocci è un attore completo e la sua interpretazione del grande Totò stupisce per la perfezione che mette sia nella gestualità che nella voce. Guardandolo è impossibile non pensare che per un attimo Totò sia tornato in mezzo a noi, tutto questo non ha nulla a che vedere con le imitazioni viste sino ad ora, lui è un attore che interpreta un ruolo non un imitatore fra i tanti…”
Maurizio Costanzo
Giornalista, conduttore televisivo, conduttore radiofonico, accademico, scrittore, sceneggiatore e paroliere italiano. Volto tra i più noti della televisione italiana, è considerato un vero innovatore in tale contesto come iniziatore del genere del talk show.
“ …ho conosciuto Totò e sinceramente sono impressionato, non riesco a guardarla in viso perché è impressionante la sua somiglianza col grande attore comico. Quando l’ho vista in televisione ho subito voluto invitarla nel mio programma per cantare “malafemmena” la celebre canzone di Totò..”
Liliana de Curtis
Figlia di Totò
“ … tu Francesco mi fai sentire la voce di papà, ed è così verosimile che si riconoscono in essa e nella pronuncia di alcune parole i piccoli difetti e la caratteristica che aveva e che tu sicuramente non sai di riprodurre così fedelmente ...”
Gianfranco Angelucci
Regista
“..la interpretazione di Francesco è incredibilmente suggestiva sembra ci sia Totò sotto al trucco ideato dal fratello Gaetano è una interpretazione “medianica“ tanto sembra reale ..”
Sergio Rubini
Regista e attore
“..ho voluto Francesco Paolocci per far provare al pubblico del mio film la stessa emozione che ho provato io a sentirlo prima del doppiaggio dei “ I Fratelli de Filippo” dove ad un certo punto della storia , nel buio di una sala ,udiamo solamente la sua voce durante la prima esibizione di una giovanissima Titina de Filippo ..”
Fabrizio del Noce
Amministratore Rai Cinema
“..Dino de Laurentiis mi parlò di un attore - Francesco Paolocci - che aveva le stesse capacità interpretative del grande Totò per fare un film biografico sulla sua vita ..”
Ma Francesco e Gaetano Paolocci acquisiranno negli anni competenze che li spingeranno oltre il settore dello spettacolo cinematografico come qui di seguito riportiamo:

"Dopo il successo della prima edizione del 2004, torna il Darwin Day a Milano. Questa volta alcuni dei protagonisti del dibattito evoluzionistico italiano e internazionale si confronteranno fra loro e con il pubblico attorno al tema dell'evoluzione umana. Paleoantropologi, biologi evoluzionisti, genetisti, filosofi della scienza animeranno le due giornate del convegno. Con il confronto delle centinaia di persone che hanno affollato le sale lo scorso anno, dell'interesse riscosso presso la stampa nazionale e dell'appoggio offerto dalla comunità scientifica internazionale, il Darwin Day diventa un appuntamento annuale dedicato all'evoluzionismo...."
Anna Alessandrello - MSNM, Conservatore - SISN, Vice-Presidente / Carla Castellacci - Divulgatrice scientifica freelance, Roma / Ilaria Guaraldi Vinassa del Regny - MSNM, Relazioni esterne.
Fra le altre prestigiose personalità, hanno partecipato: Richard Dawkins, Simonyi Professor of Public Understanding of Science, Oxford University, UK - Juan Luis Arsuaga, Direttore Centro Mixto Evoluciòn y Comportamento Humano, Universidad Complutense, Madrid - Michael Mcllwrath, C.d.A. e Legal Advisory Council del NCSE ( National Center for Science Education ) CA, USA -
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6 Dicembre 2007
I Fratelli Francesco e Gaetano Paolocci vengono premiati per i loro meriti professionali nella splendida cornice del Teatro Unione:
"...Torna dopo 16 anni "I Viterbesi nel mondo", per pagare un debito di riconoscenza a chi ce l'ha fatta
La Tuscia premia i suoi "figli" migliori
La serata conclusiva giovedì 6 dicembre al Teatro Unione..."
Assessorato Cultura e Grandi Eventi

Provincia di Viterbo
Il presidente Alessandro Mazzoli e l'assessore alla Cultura Renzo Trappolini
Presentano
ViterbesinelMondo
RICONOSCIMENTO UFFICIALE A COLORO CHE SI SONO DISTINTI NEL MONDO PER PROFESSIONALITA', INGEGNO, CREATIVITA', IMPEGNO.
L'evento è realizzato con il patrocinio e il contributo della Provincia di Viterbo Assessorato alla Cultura, inserito nell'ambito delle celebrazioni per l'ottantesimo anniversario dell'istituzione della Provincia di Viterbo con il sostegno di Confindustria- Viterbo e grazie alla collaborazione del Comune di Viterbo
organizzazione 
Dalle Regioni / Lazio - Viterbo All'Unione premiati i "Viterbesi nel mondo" PROVINCIA.VT.it - Pubblicata il 09/12/2007
Viterbo
- Provincia
- Tuscia web
Viterbesi nel mondo
7 dicembre 2007 - ore 16,45
Nove i viterbesi che hanno ricevuto il riconoscimento per aver svolto con professionalità, ingegno e impegno la loro attività nel mondo... tra questi i Fratelli Francesco e Gaetano Paolocci, supervisori agli effetti speciali cinematografici..."

Un momento della premiazione
"Abbiamo voluto inserire questo prestigioso evento nel programma per la ricorrenza degli ottanta anni della istituzione della nostra Provincia...". E' il pensiero di A. Mazzoli, presidente della Provincia di Viterbo, sull'evento.
di A. Coconi - La Tua Voce on line di M. Bonatesta
"Questo è un tributo - ha detto il presidente Mazzoli - al talento, alla passione e alla tenacia di tutti voi che con il vostro lavoro avete portato in alto il nome della città dei papi".
Amministrazione Provinciale di Viterbo - filodiretto
"...l'evento intende fornire il giusto riconoscimento a tutti coloro che hanno contribuito a dare lustro alla nostra provincia. Distinguendosi nei campi più disparati da quello medico a quello cinematografico, da quello artistico a quello istituzionale...tra questi spiccano i nomi dei fratelli gemelli Francesco e Gaetano Paolocci tra i maggiori esperti a livello internazionale nella creazione di effetti speciali. Ricercatori e professionisti esperti, approdano giovanissimi al mondo dello spettacolo..."
Oggi pomeriggio nel teatro dell'Unione la consegna dei riconoscimenti ai figli migliori. Grandi onori ai viterbesi nel mondo sfilano sul palcoscenico i dieci "BIG"...
"...Gaetano e Francesco Paolocci tra i nove prescelti sul palco a ritirare il prestigioso riconoscimento...assurti a meritata fama attraverso la loro geniale verve creativa nell'ambito degli effetti speciali cinematografici ( debuttarono negli Stati Uniti, giovanissimi, con Dino De Laurentiis ), nel corso degli anni se pur non abbandonando mai la loro vocazione, i Fratelli Paolocci hanno intrapreso anche un'attività parallela di grande spessore, e tuttavia nota solo agli specialisti...detengono infatti dal 2005 il primo brevetto al mondo relativo ad una tecnica rivoluzionaria per la ricostruzione artificiale di parti del volto...restituendo così il sorriso a chi credeva di averlo perso per sempre."
Nel Marzo del 2008, nella grande sala Nervi in Vaticano, l'artista Francesco Paolocci consegna un'opera dedicata al Santo Padre, ospite la Delegazione ufficiale della Provincia di Viterbo.
In udienza da papa Benedetto XVI
4 marzo 2008 - Adnkronos
Dalle Regioni / Lazio - Viterbo PROVINCIA.VT.it - Pubblicata il 04/03/2008

Francesco Paolocci consegna l'opera al Santo Padre
Appena un anno dopo, nel 2009, una nuova scultura di Francesco Paolocci, un busto grandezza naturale raffigurante San Bonaventura da Bagnoregio, sarà il dono che il Comune di Bagnoregio consegnerà al Santo Padre durante il collegamento in diretta televisiva:
tusciaweb.it/notizie/2009/agosto/23_12scultura.htm
Una scultura per il Papa
Il Comune di Bagnoregio
regalerà una scultura al Papa realizzata da Francesco
Paolocci, raffigura San Bonaventura da Bagnoregio
Una scultura per il Papa dal Comune di Bagnoregio
< La scultura di Francesco
Paolocci, raffigurante San Bonaventura da Bagnoregio, sarà il dono che il
Comune di Bagnoregio, per mano del sindaco Francesco Bigiotti, consegnerà al
Santo Padre durante la visita del
6 settembre.
Il Comune aveva già commissionato ai fratelli Paolocci, Francesco e Gaetano,
il bassorilievo già consegnato a Sua Santità circa un anno fa in Vaticano.
In quell'occasione fu esteso per la prima volta l'invito al Santo Padre, per
bocca del Vescovo Chiarinelli, di far visita a Bagnoregio, luogo natale di San
Bonaventura.
Francesco Bigiotti si dice entusiasta della scultura che nei prossimi giorni
sarà consegnata al Comune.
"E’ un’opera straordinariamente “viva” dalla quale traspare in modo
evidente tutto il genio dei fratelli Paolocci e la loro grande
capacità di dare un’anima anche agli oggetti inanimati".
L’opera ha già ottenuto apprezzamenti dal mondo culturale e artistico, come
quello di Riccardo Cecchini, docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle
Arti “G.B.Cignaroli” di Verona, cultore del disegno dal vero e
dell’architettura visionaria.>
La riflessione di Riccardo Cecchini sulla scultura di Francesco Paolocci
Riesco a catturare, in
questa breve riflessione, l’idea intensa e fuggevole di uno spazio rarefatto e
profondo, in cui ogni forma favorisca lo sguardo che agevola il pensiero della
Bellezza, che si nutre di verità e di conoscenza.
Immagino, in questo luogo mentale e spirituale, le tracce luminose costruite
dall’esistenza di S.Bonaventura da Bagnoregio, che pongono la contemplazione e
il cospetto dinnanzi all’Assoluto, nel sugello profetico del suo pensiero e
della sua immensa speculazione filosofica e teologica.
È appena il caso che io rammenti qui la dimensione intellettuale e spirituale,
nonché il Carisma che il Santo ha incarnato nel tempo della sua civiltà e della
sua storia: proviene infatti dal suo profilo e dalla sua autorevolezza
indiscussa la rivoluzionaria rivincita del neo-platonismo e del sensismo
spirituale, in cui l’esaltazione e l’entusiasmo si raccolgono pur nello sguardo
ispirato del Doctor Seraphicus.
Le limpide e sincroniche suggestioni di Plotino, di Sant'Agostino e di
Avicenna, trovano, in tal caso, paragone e confronto con il magistero di
Sant'Anselmo d’Aosta e della sua Ontologia.
La metamorfosi e la trasfigurazione dell’immagine corporale nella forma
astratta, ancorchè umana, della rapita espressione di grazia, è scopo specifico
dell’opera plastica che accompagna questo scritto.
Le linee purificate dell’anatomia del volto traghettano, così, le concrete e
realistiche fattezze nell’aura concettuale della pura spiritualità platonica,
Genius Loci dei tratti asettici e riassuntivi che quest’opera stessa propone.
Si incrociano, in questa occasione, i significati molteplici, che ascrivono,
all’icona tridimensionale, attualità, progetto e destino, proprio attraverso
l’espressione attonita, assorbita ed arsa dalla fonte cosmica, assoluta e senza
tempo, che possiede l’autentico cuore degli uomini, anticipando la Sapientia
Cordis alla Sapientia Mentis: questa immensità, può essere raccolta e racchiusa
nel cavo della nostra mano.
Il volto stesso, appare esposto ad un vento di ingovernabile vigore, che
travolge il mistico sentire e attrae ogni forza logica verso le ragioni prime e
ultime degli archetipi di Verità e Bellezza.
L’Itinerarium Mentis in Deum ben individua la possibilità di cogliere queste
emozioni e queste profetiche architetture della mente, che già sono deducibili
dall’anima umana, che affronta, nel corpo caduco, il duro ed effimero percorso
del tempo.
La verità oltre i nostri pensieri ed i nostri sentimenti coincide, allora, con
la radiosa ed anche tumultuosa santità di un’Estasi plotiniana di colossale
impatto, che tramuta la stessa esistenza nell’aerea sostanza di un’idea pura,
che si colloca al di sopra della storia e dell’evoluzione di ogni tempo.
Se questo è il fascino e l’intendimento rappresentativo che ci avvicina al
messaggio spirituale, estetico ed etico, di questa gigantesca figura mistica e
speculativa, si giustificano e si asseverano, a mio avviso, i lineamenti, le
forme e i segni dell’effigie proposta, al di là dell’acquisita iconografia a
oggi fornita dalle Miniere della Tradizione.
La soluzione plastica che qui si impone è dunque frutto di queste vibrazioni e
di questi insegnamenti, che vogliono, nell’arte, proporre un percorso ulteriore
di adesione e di fede e che, nella luce agostiniana, sempre presente nelle
visioni universali del santo, riassumono sentimento e ragione, logica e
bellezza, nelle permanenze e nelle costanti dell’avventura umana di ogni tempo.
R.
Cecchini
Docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti “G.B.Cignaroli” di
Verona
LA VIGNA DEL SIGNORE - Lunedì 24 agosto 2009
Il Papa a Viterbo e Bagnoregio. In dono a Benedetto XVI una scultura raffigurante San Bonaventura
< La scultura di Francesco Paolocci, raffigurante San Bonaventura da Bagnoregio (foto), sarà il dono che il Comune di Bagnoregio, per mano del Sindaco Francesco Bigiotti, consegnerà al Santo Padre durante la visita del 6 settembre…..>
La tua voce – giovedi 3 settembre
2009
Un'itinerario della fede disegnato sul volto: ancora una stupenda scultura
di Francesco Paolocci in dono al Papa
Il 6 settembre prossimo, la piccola cittadina di Bagnoregio sarà al
centro di un grande evento: riceverà la visita del Santo Padre, una
visita densa di significati, legati al particolare momento storico e culturale
che stanno vivendo il mondo e la cristianità. Robert Moynihan, fondatore della
rivista Inside the Vatican , infatti, a conclusione di un intervento nel quale
illustra la portata rivoluzionaria della tesi che Joseph Ratzinger scrisse
negli anni Cinquanta su San Bonaventura e sulla sua visione della storia,
afferma : “A volte in un viaggio papale ci sono aspetti più importanti di
quelli che si possono percepire a prima vista. E' il caso dell'imminente visita
di Benedetto XVI a Bagnoregio,paese natale di San Bonaventura.
[…]
Quando Benedetto XVI visiterà Bagnoregio, in un certo senso
starà tornando alle fonti delle sue più profonde battaglie intellettuali, al
luogo in cui ha compreso pienamente la novità della fede cristiana e come
quella fede, quella verità rivelata, sia allo stesso tempo in armonia e in
totale opposizione alla "ragione" che è stato il massimo bene della
filosofia classica.
Ciò fa del viaggio a Bagnoregio molto più di una visita papale; è un viaggio
nel passato spirituale e intellettuale di Ratzinger, e nel cuore
della sua visione spirituale e intellettuale ”
In un’epoca, dunque, dove le ragioni della fede e “le ragioni della ragione”
sembrano non coincidere più, questo evento ci riporta alla spiritualità
francescana e bonaventuriana, il cui slancio di libertà e amore non può che rivitalizzare
le menti, accenderle di nuovo fervore e di nuove speranze.
E’ questo ciò che si legge anche nelle pregevoli sculture di cui è autore Francesco
Paolocci: entrambe raffigurano San Bonaventura, ma le scelte compositive
sono diverse e, a ben guardare, sono anch’esse tappe di un itinerario.
Il bassorilievo donato al Papa lo scorso 5 marzo presso la sala Nervi in
Vaticano, raffigura il monumento eretto a San Bonaventura in piazza
Sant’Agostino a Bagnoregio, alla fine del XIX secolo. Nella scelta di rappresentare
la statua che volge le spalle a Civita, borgo in cui è nato il Santo, e che è
nell’atto di protendere la mano destra, sono tanti i significati che si possono
ravvisare: il Santo partì da Civita per un incredibile percorso di vita che lo
portò ai massimi vertici della cultura del tempo, ma anche alle eccelse vette
di una santità “serafica” e innamorata della luce di Dio, quella luce che, nel
bassorilievo, si irradia dietro la figura del Santo; la sua mano protesa verso
l’esterno della città in cui è nato indica, al tempo stesso, la direzione del
suo viaggio, l’orizzonte dell’anima che si abbandona coscientemente all’amore
di Dio, l’atto di protezione e di amore per quella terra dove aveva fisicamente
e spiritualmente incontrato il francescanesimo.
Non meno affascinante è il fatto che la statua sia collocata in una piazza
dedicata a Sant’Agostino, le cui riflessioni sull’illuminazione dell’intelletto
dell’uomo ad opera di Dio sono una tappa fondamentale nell’Itinerarium mentis
in Deum disegnato da San Bonaventura, anche se c’è un altro aspetto da
considerare: ogni viandante che si ferma all’ombra degli alberi che la
circondano e i fedeli che vi sostano ad ascoltare le stupende omelie del
Vescovo nel corso della processione devozionale nel giorno della festa non può
non sentirsi confortato dall’abbraccio del Santo ed invitato dal suo gesto a
compiere il suo stesso cammino di “intelletto e amore”.
Un cammino che si conclude in un intenso e totale abbandono alla Rivelazione,
una Rivelazione che viene dall’Alto e che ci conduce all’Alto, all’Assoluto
Bene: così gli occhi di San Bonaventura nel busto che sarà donato al Pontefice
il prossimo 6 settembre ci costringono a sollevare lo sguardo dell’anima e a
contemplare e amare la Verità.
Quest’ultima scultura, dunque, rappresenta la conclusione dell’Itinerarium,
rappresenta plasticamente la summa del pensiero bonaventuriano, nell’atto
ultimo e umile di affidamento all’amore di Dio.
L’autore, infatti, in una sua nota, descrive così la scultura: " La figura
si pone come assorta in una intensa contemplazione, il suo sguardo volutamente
si getta lontano oltre l'immediato, ed il viso appare come investito da una
brezza leggera, che come una luce invisibile lo illumina e trasforma. I
lineamenti si levigano per effetto della vicinanza al pensiero di Dio, e
divengono essenziali e purificati. Ciò che egli guarda noi non sappiamo, ciò
che scopre col cuore e con la mente è appena dichiarato dall'espressione di uno
sguardo timido e abbandonato al disegno di Dio, similmente a chi completamente
a Dio si dona ricevendo la grazia della sua luce.."
Vi è anche ben raffigurato, dunque, quel dialogo tra la Rivelazione e l’uomo
che è la scoperta fondamentale dello studio di Joseph Ratzinger su
San Bonaventura da Bagnoregio.
Prof. Dott.ssa Maria
Consiglia Pompei
3 settembre 2009
Roma Comics & Games 2013
Programma - AREA INCONTRI: Presentazione della
Mostra/Evento Creature Studios "Emozioni Dal Cinema" con il
maestro Francesco Paolocci
< Dentro la Manifestazione una grande Area Zombie, infatti, ci sarà anche
un area dedicata al Fenomeno Zombie scenografata dagli abili “maestri”
cinematografici di Creatures Studios. Un vero e proprio Cimitero Vivente...>

TAXI DRIVERS - Cinema e cultura metropolitana / rubriche
< Master Blaster incontra Gaetano Paolocci >
[… ] Sta diventando tradizione, anche se non
consolidata che, almeno una volta l’anno, mi dedichi ad un articolo di solo
cinema, vezzo peraltro comprensibile, visto che scrivo su una rivista di
specializzata. Se poi anche quest’estate i doveri di redazione mi manderanno
per festival poco male, perché quello di cui tratterò questo mese mi porta
nell’universo amato e sognato fin da bambino: il meraviglioso mondo degli
effetti speciali e delle creature fantastiche.
L’idea mi era venuta per caso; passando davanti al Palaeur vedo un grande
cartellone mobile che tra un Frankenstein e un Alien pubblicizzava l’evento
Creatures Studios, mostra di creazioni e scenografie del cinema. [… ]
In fondo quello che rende la formula di Taxidrivers vincente, rispetto a molti
altri magazine sulla settima arte (e ormai anche sulle altre sei), è il mix di
passione ed emozioni che i membri della redazione mettono nel perseguire i loro
interessi. E nulla mi emoziona di più che ricordare i grugniti, il trucco e
l’andamento dinoccolato di sua maestà Boris Karloff nei film
di Frankenstein che tanto mi spaventavano da piccolo. Comunico quindi le mie
decisioni al quartier generale e con un rapido giro di contatti e i potenti
mezzi del nostro ufficio stampa mi procurano l’accredito stampa e, cosa più
importante, un appuntamento con il direttore artistico dell’evento. [… ]
Ad attendermi c’è Gaetano Paolocci, curatore della mostra, il
quale, in coppia con il fratello Francesco, è una delle poche
persone oggi in Italia che può vantare un curriculum di alto profilo
internazionale nel campo degli effetti speciali e dello special make up.

Come diceva sempre il mio vecchio professore di
storia e critica del cinema, i titoli di coda sono parte integrante del film e
a non guardarli si perde molto, praticamente tutta l’architettura che regge la
complicata finzione del testo filmico, fatta non solo dalle parole scritte sui
copioni e dagli attori che le recitano, ma anche da un mondo sconosciuto di
maestranze, spesso abilissime, e veri e propri artisti che spesso ci è dato di
conoscere proprio solo grazie ai credits. Questo ovviamente vale se l’artista
in questione non si chiama Carlo Rambaldi. Chi non conosce il papà
di ET, colui che ha dato vita ai “vermoni” di Dune?
Non è quindi senza un brivido che vengo a sapere che il dinamici Paolocci hanno
lavorato gomito a gomito con il grande maestro, per il quale lavorarono anche
come docenti nella sua Accademia Europea di Alta Formazione degli
Effetti Speciali. In più hanno nel pedigree un elenco di collaborazioni con
nomi da far rabbrividire, tra cui, solo per citarne alcuni: Dino De Laurentis,
San Paolo Audiovisivi, Cannon Productions, Filmauro, Warner Bros e via dicendo.
Conscio di non poter chiedere una guida migliore per l’intervista, questa si
trasforma in una chiacchierata informale, mentre intraprendiamo un percorso
delle meraviglie – tra riproduzioni perfette e celebri cimeli originali – che
ha il suo miliarum aureum nella lavagnetta del primo ciack di “Roma
Città Aperta”, a fianco ad una cinepresa del periodo del neorealismo, posta
in bella vista subito dopo l’ingresso.
Il percorso si snoda all’interno di quello che una volta era un grande
capannone, diviso ora in padiglioni tematici. Passiamo accanto ad un diorama di
studio sul decoupage di Giger in poliestere e al braciere originale realizzato
per il film “Il Gladiatore” ed entriamo nel padiglione
“egizio” annunciato dai due leoni in poliestere usati per il film “Antonio
e Cleopatra”.

All’inizio siamo molto formali, poi si passa inavvertitamente a darsi del tu. A
dire il vero è proprio Gaetano, gentiluomo del cinema della vecchia scuola, che
me lo fa notare – lasciandomi un poco imbarazzato – però io proprio non me la
sentivo di essere burocraticamente ligio al protocollo con una persona che mi
parla con tanta passione del suo lavoro.
Inciso: si tratta di un lavoro, chiariamolo una volta per tutte, che è la spina
dorsale del genere cinematografico che prediligo dall’inizio dell’età senziente.
Poi dopo aver saputo che ha prestato la sua opera in uno dei miei film
preferiti “The silver bullet” di Daniel Attias,
uscito in Italia col titolo “Unico indizio la luna piena”,
continuare a dargli del lei mi sarebbe sembrato un atto contro natura.
Quel film me la fece fare sotto dalla paura! Sarò anche un villano, ma
spiegatemi come si fa ad essere ossequiosi con qualcuno che ti ha terrorizzato
da bambino! Per la cronaca, sua è la tuta polimorfica indossata dall’attore
durante la trasformazione in lupo mannaro. I fratelli Paolocci si
fanno onore all’estero, ma, prima che l’industrializzazione e il trust lo
trasformassero in una catena di montaggio di film stagionali fatti in serie non
hanno mancato di dare lustro anche agli ultimi fuochi di quello che fu il
grande cinema italiano, lavorando con un grande veterano come Pupi
Avati nella bellissima fola esoterica “L’arcano incantatore”.
Parlando arriviamo nel padiglione dei dinosauri, dove la mia fotografa,
accanita fan di Jurassic Park letteralmente impazzisce; la
guardo preoccupato, sperando che lasci nella card della macchina un po’ di
spazio per le altre foto. Un ottimo spunto di discussione da questa area viene
dall’esposizione di alcuni Animatroni realizzati per diversi film.
Naturalmente, dall’alto della mia prosopopea, parto dal presupposto che
chiunque legga Taxidrivers, sappia cos’è un animatrone, anzi, che ne possieda
almeno un paio particolarmente ingombranti in vasca da bagno o nel tinello
buono. Non mi dilungherò in particolareggiate spiegazioni tecniche, invitando,
come al solito, nel modo più sgarbato possibile, i più ignoranti tra voi a
consultarsi il “Teo Mora”, o, in extrema ratio, almeno la relativa voce su
wikipedia. Sappiate solo che per far muovere in maniera soddisfacente una di
queste creature di modello mediamente complesso e di piccole dimensioni serve
una squadra di più di dieci persone.
Conveniamo che questa in particolare è un’arte che rischia letteralmente
l’estinzione a causa di un uso indiscriminato, inconsapevole e in buona sostanza
sbagliato del digitale.
Purtroppo moltissimi tra le nuove leve pensano che un’abbondante innaffiata di
effetti digitali possa supplire ad una totale mancanza di mezzi o, peggio
ancora, di talento, e che il computer sia la panacea per ottenere sbalorditivi
capolavori con poca fatica e a costo zero, ignorando probabilmente che i grandi
autori del cinema fantastico usano il digitale come complemento al trucco, agli
animatroni e, ovviamente, ad un pizzico di bravura. Gaetano conosce bene ciò di
cui parla, visto che nel suo curriculum ha all’attivo anche lavori per
produzioni decisamente spettacolari, avendo bazzicato a più riprese anche il
genere fantasy in produzioni eccelse come il bellissimo e commovente “Lady
hawk” di Richard Donner e per chi, come il
sottoscritto, ama anche le pellicole decisamente più “underground”, anche il
divertente “The Barbarian brothers” con i due esilaranti
gemelli culturisti, tardi epigoni di “Conan il barbaro”. Chi fosse
poi convinto che per realizzare buoni effetti e scenografie spettacolari serva
solo una buona dose di immaginazione potrebbe avere una forte delusione nello
scoprire che, ad esempio, per produrre molti lavori per la De Laurentis i
fratelli Paolocci hanno dovuto passare molte giornate nei polverosi Musei della
capitale, studiando reperti e cocci, traendo da lì dei modelli storicamente
esatti e delle riproduzioni credibili.
La documentazione è importantissima, specie se poi si deve affrontare una
produzione divulgativa, come quella realizzata dall’Istituto Geografico De
Agostini per il programma “Alla ricerca dell’uomo delle nevi”, in cui, per la
creazione dello Yeti, i due artigiani, oltre che avvalersi dell’ausilio dei
testimoni oculari, sono stati affiancati da Bernard Heuelmans,
scienziato ed eminente criptozoologo … definizione splendida, che fino a pochi
giorni fa non sapevo nemmeno esistesse.
La passeggiata nel mondo delle meraviglie volge al termine, stiamo per entrare
infatti nel padiglione horror. Qui sono io ad andare in visibilio tra diorami
cimiteriali e credibilissimi zombies che sbucano dal terreno, in una
scenografia che mi riporta nel film “La villa accanto al cimitero” dell’immortale
maestro Fulci.
Quando pongo a Gaetano la domanda di rito sui progetti presenti e futuri, mi
spiega che al momento lui non lavora quasi più sul campo.
Per il cinema ricopre il ruolo di special effects supervisor, ovvero l’eminenza
grigia che sovraintende alla progettazione e alla realizzazione di tutti gli
effetti speciali da parte dei vari team di effettisti, e talvolta dirige in
prima persona le sequenze in cui l’uso di effetti speciali risulta
particolarmente pesante o complicato.
Nella vita da “civile”, invece, mette il suo talento al servizio di uno scopo,
se possibile, anche più nobile dell’arte, occupandosi di protesi per le
ricostruzioni maxillofacciali (spero di averla detta bene, non vorrei che
qualche fan del Dottor House venisse a rimbrottarmi).
La mostra che stiamo visitando è stata realizzata soprattutto per passione
verso il suo lavoro e il cinema in generale (e non nasconde in cuor suo la
speranza di allargarla ed arricchirla). A questo punto però la conversazione si
interrompe e io rimango basito, ritrovandomi senza accorgermene nella perfetta
ricostruzione del laboratorio del Dottor Viktor Von Frankenstein!
É tutto lì, tra catene, alambicchi, macchinari, compresa la bobina di Tesla!
Sdraiato sul lettino di legno ribaltabile, preciso fino al dettaglio dei
vestiti, c’è lui! Il mio amatissimo Boris Karloff! La credibilità è totale e ci
si aspetta che il mostro cominci a grugnire tendendo le braccia nel tentativo
di afferrarci. Sono quasi deluso quando scopro che anche lui è una
ricostruzione, purtroppo inanimata.
Ma la tentazione è troppo forte, non posso resistere, fremo, guardo il mio
ospite e chiedo : “Posso…?”. Uno sguardo benevolo che non fa che rafforzare
l’aplomb da serio professionista che lo caratterizza, e poi con tono
comprensivo “Ma certo, puoi fare quello che vuoi”.
Non me lo faccio ripetere due volte e, messi da parte gli ultimi brandelli di
quella serietà professionale che non ho mai preteso di avere, mollo tutti e
corro ad abbracciare la creatura nel laboratorio. [… ]
MASTER
BLASTER ( M. Barbagallo ), 14 Maggio 2013
Corriere.it - Corriere della sera
ATTRAZIONE
«Jurassic War», viaggio nel tempo con effetti speciali
Sabato 19 maggio, a "Cinecittà World", inaugurazione della "Battaglia dei dinosauri", tra le sette novità del Parco divertimenti del cinema e della tv. Trovandosi a pochi centimetri dai dinosauri realizzati con un realismo senza precedenti, potrebbe venire in mente quella famosa scena del film dei fratelli Taviani, “Good Morning Babilonia”. Quando le maestranze italiane, rivendicando ai loro colleghi americani quanto fossero bravi, ricordano con orgoglio d'essere “figli dei figli di Leonardo e Michelangelo”. Un secolo dopo, quelle maestranze, un po' artigiani, ma soprattutto innovatori, non sono scomparse affatto. Altri nipoti, italianissimi, sanno fare cose che l'America ci invidia. Parliamo, per esempio, dei fratelli Paolocci, originari del Viterbese ma ormai romani in tutti i sensi, (…) coinvolti nella realizzazione di “Jurassic War”, ovvero, “La battaglia dei dinosauri”, (…) E' la nuova attrazione di Cinecittà World, il parco divertimenti del cinema e della tv a Castel Romano, pronta a essere inaugurata la mattina di sabato 19 maggio, per poi diventare una delle sette nuove attrazioni del Parco nato sugli ex studi cinematografici Dino De Laurentiis. (…) Giganteschi animatronics Con i dinosauri, Triceratopo, Velociraptor e T-Rex, realizzati in dimensioni naturali e secondo una curatissima attenzione al dettaglio mai vista in Italia. “Il merito è di Francesco e Gaetano Paolocci, di ‘Special Effects Creatures Studios' (i veri eredi dell’arte di Carlo Rambaldi,’inventore di E.T. e di King Kong, ndr), i quali sono riusciti a creare nei movimenti dei giganteschi rettili, in modalità animatronics, un effetto di suspense della durata di dieci minuti”, spiega Stefano Cigarini, amministratore delegato di Cinecittà World. Protagonisti per un giorno La sensazione che si prova è di essere il protagonista di un film. Lo si capisce non appena ci si trova a tu per tu, nel padiglione successivo, con lo scienziato Richard Johnson, il quale spiega che una équipe di ricercatori sta provando a ricostruire il Dna dei dinosauri. Cosa potrebbe accadere se ci riuscissero? Basta entrare nella riserva dei dinosauri, dove tutto sembra tranquillo, per rendersene conto. “Eh già, proprio un posto tranquillo. Se non fosse per quei due T-Rex che addentano il primo vagone del convoglio, trasmettendoci la sensazione di precipitare”, ricorda Cigarini. Tutto questo avviene in un immenso tunnel lungo 40 metri e attraversato da un treno di tre vagoni per novanta posti. Costruiti entrambi da una ditta olandese. I vagoni non hanno finestrini: è dalle fessure libere che si osserva lo spettacolo grazie ad occhiali in 3D. (…) Infine, per capire che cosa significa essere figli dei figli di Leonardo e Michelangelo, sempre a Cinecittà World, all’interno di “Cinetour”, una delle sette aree tematiche del parco, è esposta una collezione di opere dei fratelli Paolocci. Compreso l'norme King Kong? Ma perché svelare tutto e “bruciare” le sorprese del viaggio del tempo di Jurassic War. Meglio scoprire il resto da soli.
di Peppe Aquaro - 17 maggio 2018

IL GRANDE CINEMA A CINECITTA' WORLD
Da oggi le porte del grande cinema si aprono a Cinecittà World, il nuovo parco divertimenti di Roma, dove è stata inaugurato CINETOUR, un percorso tra i set dei kolossal del passato fino ai giorni nostri. L’ospite entra, tra Templi e Faraoni, nel set di Cleopatra, il grande film del 1963 con Liz Taylor e Richard Burton, vincitore di 4 Oscar, prosegue nel Cimitero dei morti viventi, con la sua Cattedrale Gotica, popolata di zombie animati, attraversa mostri e creature iperrealiste come Robocop o Terminator. Il viaggio termina nel Palazzo di Erode, set orginale del film Cristo Re, ancora inedito in Italia, tra statue dell’antica Roma e costumi originali tratti da decine di film. La grande mostra di scenografie è a cura dei creatori di effetti speciali e make up artists Gaetano e Francesco Paolocci. “A Cinecittà World entri fiscamente nei film” commenta l’Amministratore Delegato Stefano Cigarini “sia tramite i set originali, come Cinetour o Ben Hur, sia tramite la tecnologia, come nelle attrazioni in realtà virtuale (...) Al taglio del nastro della nuova attrazione hanno partecipato, oltre a tanti visitatori, numerosi ospiti del mondo dello spettacolo, del cinema e della televisione. (...)
Ufficio Stampa Cinecittà World

INAUGURAZIONE JURASSIC WAR - LA BATTAGLIA DEI DINOSAURI
Cinecittà World inaugura un’altra delle novità 2018: Jurassic War - La battaglia dei dinosauri. Sabato 19 Maggio alle ore 11 irrompe "JURASSIC WAR – La battaglia dei dinosauri", uno spettacolare simulatore in 4D circondato dal primo e unico Immersive Tunnel mai costruito in Italia. Oltre 80 metri di schermo avvolgeranno gli ospiti del parco, a bordo di un treno futuristico, per incontrare da vicino i dinosauri con un realismo senza precedenti. La nuova attrazione inizia con un tranquillo percorso, in cui scoprire ed ammirare le ricostruzioni a grandezza naturale di fossili e dinosauri animatronics cinematografici, come il Triceratopo, Velociraptor e T-Rex, creazioni iperrealiste realizzate per la Special Effects Creatures Studios dagli artisti Francesco e Gaetano Paolocci. Una volta superato il laboratorio del Discovery Center, accolti dallo scienziato responsabile del centro, 90 ospiti alla volta saliranno a bordo dei vagoni, diretti verso la riserva in cui vivono alcuni esemplari di dinosauri, riportati in vita grazie alla scienza e allo studio del DNA.
Ufficio Stampa Cinecittà World

TUTTI PAZZI PER "JURASSIC WAR" A CINECITTA' WORLD
Oltre 10 mila visitatori hanno preso d’assalto nel weekend di apertura “JURASSIC WAR – La battaglia dei dinosauri”, lo spettacolare simulatore in 4D circondato dal primo e unico Immersive Tunnel mai costruito in Italia, appena inaugurato al parco Cinecittà World. Oltre 80 metri di schermo avvolgono gli ospiti del parco, a bordo di un treno futuristico, per incontrare da vicino i dinosauri con un realismo senza precedenti. Un’avventura unica, un viaggio indietro nel tempo di 60 milioni di anni. La nuova attrazione inizia con un tranquillo percorso in cui scoprire ed ammirare le ricostruzioni a grandezza naturale di dinosauri animatronics cinematografici, come il Triceratopo, il Velociraptor e il TRex, realizzati dalla Special Effects Creatures Studios di Francesco e Gaetano Paolocci. Superato il laboratorio Discovery Center, 90 ospiti alla volta salgono a bordo dei vagoni, diretti verso la riserva in cui vivono alcuni esemplari di dinosauri, riportati in vita grazie alla scienza e allo studio del DNA. Si apre il grande Hangar ed il treno si mette in movimento, siamo circondati da spettacolari esemplari immersi un paesaggio naturale incontaminato, tutto appare armonioso e tranquillo fino a quando un triceratopo urta per sbaglio un vagone, facendo sobbalzare il treno e mandandolo fuori tracciato. La suggestiva traversata si trasforma in una corsa sempre più frenetica inseguiti da Velociraptor, T-Rex ed altre creature mostruose…. “Il tunnel multisensoriale e le tecnologie innovative di Jurassic War hanno colto nel segno” – afferma Stefano Cigarini, Amministratore Delegato di Cinecittà World - “ il pubblico reagisce con entusiasmo immergendosi in una esperienza dinosauri mai vista in Italia” ( … ) Suggestione, tecnologia, preistoria…il viaggio a Cinecittà World è appena cominciato!
Ufficio Stampa Cinecittà World
Venerdì, 1 Giugno 2018 - 11,46
19/6/2020 I fratelli Paolocci si preparano alla nuova stagione cinematografica - Tusciaweb.eu http://www.tusciaweb.eu/2020/06/683407/
I FRATELLI PAOLOCCI SI PREPARANO ALLA NUOVA STAGIONE CINEMATOGRAFICA
Roma – I fratelli Paolocci, artisti viterbesi nel campo degli effetti speciali cinematografici, hanno inaugurato nella con le loro creazioni alla Casa del cinema di Roma la nuova stagione del parco di Cinecittà world.


Nelle immagini: Gaetano Paolocci, il Presidente di Cinecittà World Spa Roberto Bosi, Francesco Paolocci
La conferenza stampa inaugurale di
presentazione delle nuove attrazioni e del nuovo piano di investimenti che si è
tenuta nella sala Deluxe della struttura ha visto la presenza delle creazioni
tra le più rappresentative nel campo degli effetti speciali cinematografici.
Gli art director viterbesi da anni lavorano nel campo del cinema e dello
spettacolo.
Cinecittà world ha già impegnato questi artisti nelle esposizioni
di creazioni e scenografie visitabili nei padiglioni di Jurassic war e Cinetour.
19 giugno 2020
Ricerca ed approfondimenti a cura di Emilio Grosso (Premio Letterario Presidenza del Consiglio - Selezione Premio Viareggio 1982)
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Upg 3.2026